Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso del Trapani contro i primi 8 punti di penalizzazione inflitti lo scorso estate, legati all’utilizzo di crediti d’imposta risultati inesistenti. Dopo tre gradi di giudizio sportivi e la sentenza del Tar del Lazio, viene così confermata la piena legittimità delle sanzioni, mentre il club continua a sostenere di essere stato vittima di una truffa.
La decisione segna un punto fermo nella vicenda, ma non chiude del tutto la partita: il presidente Valerio Antonini ha già annunciato l’intenzione di ricorrere alla giustizia europea, nella speranza di ottenere un ribaltamento in sede internazionale.
Sul piano sportivo, il Trapani si trova in un momento estremamente delicato. La squadra dovrà comparire davanti al Tfn il 22 gennaio per le scadenze amministrative non rispettate il 16 dicembre scorso, un passaggio cruciale che potrebbe determinare ulteriori penalizzazioni. Ad oggi i punti di penalizzazione accumulati sono già 8, ma in caso di nuovi inadempimenti la cifra potrebbe salire fino a 15, con il rischio concreto, in particolare se non verrà rispettata la scadenza del 16 febbraio, di trovarsi di fronte alla prospettiva estrema dell’esclusione dal campionato.
Una situazione che richiama quanto avvenuto di recente con la squadra di basket del club, sottolineando come la gestione amministrativa e la regolarità burocratica siano diventate condizioni imprescindibili per la sopravvivenza sportiva del Trapani, tornato tra i professionisti proprio con Antonini e ora nuovamente a rischio di fallire.