Serie D, Nissa: Nissa e Savoia fanno chiarezza

Negli ultimi giorni sono circolate molte voci su una presunta penalizzazione da infliggere ai danni della Nuova Igea Virtus. Il suddetto evento risale alle prime gare di campionato, in cui la squadra giallorossa avrebbe schierato un giocatore squalificato. Quest’ultimo è il portiere classe 2006 Cristian De Falco a cui erano state date tre giornate di squalifica, in seguito al playout del campionato Primavera 2 tra Reggiana e Feralpisalò, disputata il 24 maggio 2025. Successivamente, dopo il suo trasferimento alla Nuova Igea Virtus, nonostante fosse in un campionato diverso, la squalifica doveva comunque essere scontata, ma non è accaduto.

A seguito di questi avvenimenti, Nissa e Savoia attraverso una nota congiunta pubblicata nei propri profili social, hanno fatto chiarezza sulla situazione mettendo a tacere le notizie che facevano riferimento a presunte segnalazioni di queste ultime nei confronti della Nuova Igea Virtus. Di seguito il comunicato: “Nelle ultime ore, sono circolate notizie che fanno riferimento a presunte segnalazioni effettuate dalla società Savoia e dalla società Nissa nei confronti della società Igea Virtus. Riteniamo opportuno chiarire preliminarmente che lo sport, e il calcio in particolare, devono prima di tutto insegnare il rispetto delle regole e degli avversari. Nel corso delle nostre rispettive storie sportive, più volte avremmo potuto schierare in campo calciatori squalificati o tesserati in condizioni non ancora regolarizzate; tuttavia, per senso di responsabilità e rispetto delle norme, ciò non è mai avvenuto. Analogamente, non abbiamo mai fatto disputare gare a calciatori che dovevano scontare squalifiche o che erano in attesa delle necessarie liberatorie. Fatta questa doverosa premessa, proprio in un’ottica di massima legalità e trasparenza, le società Savoia e Nissa hanno congiuntamente conferito mandato allo Studio Legale dell’Avv. Eduardo Chiacchio, tra i principali studi nazionali specializzati in diritto sportivo, esclusivamente al fine di valutare se vi fossero o meno i presupposti per ritenere che eventuali violazioni regolamentari potessero aver determinato un vantaggio competitivo a danno di altre società. Il nostro intervento si è pertanto limitato al conferimento di tale incarico professionale, con l’unico obiettivo di ottenere una valutazione tecnica qualificata. Qualora fossero state riscontrate irregolarità, sarebbe stato lo stesso professionista incaricato a procedere secondo le modalità previste dalle norme vigenti. Riteniamo altresì opportuno evidenziare che, qualora dovessero emergere irregolarità, queste sarebbero state verosimilmente commesse in buona fede. Tuttavia, a prescindere dalla buona fede, le regole restano tali e devono essere rispettate da tutti, a tutela della correttezza, della trasparenza e della lealtà della competizione sportiva. Ad oggi, non abbiamo ancora ricevuto alcun riscontro definitivo in merito. Ribadiamo infine che il rispetto delle regole rappresenta un valore imprescindibile dello sport e della competizione leale.

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