Il progetto commissionato dal Palermo FC allo studio internazionale Populous per lo stadio ha prodotto le prime importanti evidenze. Quattro possibili scenari progettuali, un investimento stimato tra i 210 e i 350 milioni di euro e una scadenza non negoziabile: completare i lavori entro la metà del 2031 per tentare di far rientrare Palermo tra le sedi degli Europei del 2032. È questo il quadro entro cui si muove il futuro dello stadio “Renzo Barbera”, destinato a una trasformazione radicale.
Il Palermo ha ufficialmente avviato il percorso presentando al Comune un documento di fattibilità. Si tratta del primo vero passo verso un progetto strutturato: oltre 160 pagine tra analisi, grafici e simulazioni. L’obiettivo è chiaro: riportare Palermo tra le città ospitanti dell’Europeo. Un traguardo ambizioso, ma non irraggiungibile. L’amministrazione comunale e il club hanno già avviato interlocuzioni con Governo e Federazione, decisi a giocarsi fino in fondo le proprie carte. Considerando che una delle cinque città scelte dovrà essere del Sud Italia, Palermo spera di inserirsi anche in ragione dei ritardi di Napoli e Bari.
La prima è l’opzione più conservativa: manutenzione ordinaria e straordinaria, rinforzo strutturale e consolidamento dell’impianto esistente. Una soluzione poco gradita alla società rosanero, che in questo caso non investirebbe direttamente, ma sufficiente per garantire lo svolgimento di competizioni nazionali. La seconda ipotesi amplia il perimetro degli interventi includendo la riqualificazione dell’area circostante lo stadio. Anche questa opzione, tuttavia, non incontra il favore del club, che la considera poco incisiva sul piano strategico.
La terza alternativa è quella più ambiziosa, coinvolgendo anche l’area attualmente occupata dall’Ippodromo per la costruzione dalle fondamenta di un nuovo stadio adiacente all’attuale. Un progetto futuristico che, però, dovrebbe confrontarsi con le concessioni in essere sull’area dell’Ippodromo e con tempistiche difficilmente compatibili con quelle richieste per la candidatura agli Europei.
La quarta soluzione è invece quella su cui il Palermo punta con maggiore convinzione. Ritenuta la più equilibrata in termini di costi e benefici per la collettività e per l’ambiente, prevede un completo restyling del “Renzo Barbera”, sulla scorta di quanto sta avvenendo a Firenze con l'”Artemio Franchi”, dando vita a un vero e proprio polo multifunzionale dedicato non solo allo sport, ma anche alla cultura e all’aggregazione sociale, fruibile durante tutto l’anno.
I lavori, secondo le stime dei tecnici, dovrebbero concludersi entro giugno 2031. Nel caso in cui venisse scelta la quarta soluzione il cantiere sarà organizzato per stralci, così da non compromettere la possibilità per il Palermo di continuare a disputare le partite casalinghe al “Barbera”. Sul piano delle tempistiche burocratiche, compatibilmente con le autorizzazioni necessarie, l’obiettivo è presentare formalmente la candidatura agli Europei già entro il prossimo agosto.