Il Messina torna da Favara con un carico di rimpianti e con la consapevolezza che riuscire ad evitare i playout, nel girone I di Serie D, sarà un’autentica impresa.
Il rigore trasformato da Varela, in pieno recupero, ha gelato le speranze dei paloritani passati in vantaggio nel primo tempo con un eurogol di Touré.
Le distanze dalla zona salvezza diretta sono quattro, ma adesso è il Ragusa la squadra che ha messo la testa fuori dalla zona retrocessione. Restano due i punti di vantaggio sulla Castrum Favara, penultima e sei sul Paternò, ultimo, reduce dal successo nel derby con il Paternò.
Il tecnico del Messina, Vicenzo Feola, ha commentato così il momento dei suoi. L’ex trainer di Savoia e Akragas, società con le quali ha vinto il campionato di Serie D, ha conquistato 2 punti (i pareggi in treasferta con Reggina e Castrum) nelle tre partite alla guida dei messinesi.
«Questa squadra ha fatto qualcosa di straordinario all’inizio, partire da -14 e arrivare dove siamo adesso è già secondo me un miracolo calcistico. Credo che tutti i tifosi del Messina all’inizio dell’anno avrebbero messo dieci firme per arrivare in questa situazione in questo momento. Poi è un fatto fisiologico e naturale che dopo un filotto di risultati e una cavalcata così ci sia una flessione. Dobbiamo essere bravi a capire i momenti ma soprattutto fare di necessità virtù. La situazione non è semplice perché finiscono le partite, non abbiamo tempo e dobbiamo fare punti a tutti i costi. Dispiace soltanto subire un rigore così in pieno recupero, è un peccato ma dobbiamo accettarlo. Il calcio è così, in ogni partita c’è una storia o un episodio che ti può cambiare una stagione».
Adesso, ci sarà la sosta. Il Messina tornerà in campo domenica 15 marzo al «Franco Scoglio» per ospitare la Nissa, formazione in lotta per il salto in C.
«Da qui alla fine pensiamo partita per partita. Il nostro primo obiettivo era evitare gli ultimi due posti e non ci siamo fatti risucchiare. Ora dobbiamo cercare di risalire la china gara dopo gara. Andiamo avanti, io sono fiducioso, dobbiamo fare uno step, un passaggio alla volta. Abbiamo le capacità e le qualità per poterci tirare fuori. Dobbiamo crescere, poi alla fine tireremo le somme».