Tra i dirigenti più esperti e navigati in casa rosanero c’è il Ds Carlo Osti, che prima da calciatore e poi da direttore sportivo ha vissuto pagine di grande importanza della storia del calcio italiano. Intervistato dal quotidiano La Repubblica, il Ds del club di Viale del Fante ha parlato della sua carriera e chiosato sul sogno della Serie A da raggiungere con il Palermo.
Parlando della sua esperienza da calciatore, Osti ha ricordato anche le sue partite contro Maradona: “Ero un buon difensore di provincia. Il meglio l’ho espresso a Udine e a Bergamo. L’esperienza alla Juventus è stata straordinaria, perché mi ha permesso di conoscere grandi calciatori e dirigenti come Giampiero Boniperti e Pietro Giuliano. A Torino ho conosciuto anche la famiglia Agnelli, un mondo bellissimo e molto formativo. Anni che mi hanno trasmesso valori che ho mantenuto e cercato di trasmettere (…). “Maradona è stato il giocatore contro cui ho fatto le prestazioni migliori, perché non avevo nulla da perdere. Era il più forte al mondo. Già dal lunedì pensavo a lui, arrivavo carico alla domenica, lo sognavo la notte. Erano partite difficili da sbagliare: non potevi marcarlo, potevi solo limitarlo. Ai miei tempi c’era più libertà, niente VAR, e si potevano usare di più certi trucchi come trattenere la maglia o essere più fisici. Oggi tutto questo non esiste più”.
Sulla sua esperienza a Palermo Osti ha spiegato: “Una città straordinaria, le mie figlie la amano. La conoscevo da turista, ma viverla è del tutto diverso. Ti rendi conto dell’amore incredibile che la gente nutre per il Palermo, lo percepisci ovunque. Questo rapporto ti coinvolge inevitabilmente, ti fa venire voglia di dare qualcosa in più. Mi piace pensare a un ritorno del Palermo in Serie A e cosa sarebbe questa piazza con l’amore e l’attaccamento dei tifosi alla squadra come quello che sanno dare i tifosi rosanero”.