Dopo il successo, determinante ai fini della lotta salvezza, contro il Ragusa, il Messina domani sarà di scena a Lamezia per affrontare la Vigor nella terzultima giornata del girone I del campionato di Serie D.
Peloritani obbligati a far risultato per alimentare le speranze di evitare la retrocessione, mentre al Lamezia ormai servono pochi punti per avere la certezza del mantenimento della categoria.
Il tecnio del Messina, Vincenzo Feola, che sconterà la seconda giornata di squalifica, ha presentato così la sfida contro i biancoverdi.
«Noi non abbiamo mai cambiato l’atteggiamento. È ovvio che siamo condizionati dal risultato. Però io, ai ragazzi, le cose che gli dovevo dire le ho sempre dette sia prima che dopo. Abbiamo lavorato con serenità anche come abbiamo fatto in altre partite. Però noi nel mondo del calcio veniamo giudicati e veniamo solo etichettati in base al risultato. Se si vince sei bravo, se non si vince non sei bravo».
Sulla sfida del “D’Ippolito”. «Il Lamezia è una buona squadra, io l’ho vista mercoledì a Milazzo. È una squadra importante, ha perso immeritatamente contro il Savoia con un gol al 95′ su una protezione dell’attaccante, un colpo di tacco. Il Lamezia meritava di più, poi non dimentichiamo che il Lamezia ha battuto la Reggina. È una squadra forte, composta da giocatori importanti. Però io penso che le nostre motivazioni e la nostra voglia dovrebbero prevalere sul loro stato di condizione proprio mentale. Sotto l’aspetto mentale noi abbiamo stimoli e motivazioni molto superiori a loro. Anche se loro non sono ancora salvi, sarà una battaglia. Mi aspetto una partita tosta contro una buona squadra».
Su tabelle e lotta salvezza. «Le tabelle vengono sempre smentite. Non ho mai visto uno che ha fatto le tabelle e si sono verificati i risultati delle tabelle. La tabella è una sola, domenica, domani, andare lì a giocarci la partita e cercare di vincere. Queste sono le tabelle, l’unica tabella che io conosco».
Sulle polemiche della settimana: «Ho detto, ragazzi, non pensate a niente. Pensiamo a vincere. Pensiamo a giocarci la partita. Sono cose che non ci interessano. È ovvio che danno fastidio. La società mi ha detto che non c’è nessun problema. È tutto a posto. Perciò dobbiamo andare avanti. Io l’ho messa sotto un altro aspetto. Vogliono cercare un pochino di destabilizzare questa squadra, questo ambiente. E poi non dimentichiamoci che Messina, tutto quello che succede a Messina, viene sempre amplificato al 3000%. Perché Messina fa rumore. Messina è un blasone. Messina è Messina. La città, la storia, è tutto. Perciò io dico, andiamo avanti e non pensiamo a niente. Pensiamo solo alla partita di domenica e lasciamo stare tutte queste cose».