Messina: si presentano Pellegrino e Torrisi

Giornata di presentazioni in casa Messina.
In attesa di conoscere quale sarà il campionato in cui militerà il team peloritano, se sarà Eccellenza, come sembrerebbe, o serie D, tramite un clamoroso ripescaggio, la società ha uffializzato, nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, il nuovo team di lavoro.
Con il vice presidente Morris Pagniello (il presidente Justin Davis è intervenuto telefonicamente dall’Australia) c’erano anche il neo diesse, Maurizio Pellegrino e il tecnico Alfio Torrisi. Il sindaco di Messina, Federico Basile, ha salutato l’entourage giallorosso a cui ha fatto i migliori in bocca al lupo, mentre l’assessore Finocchiaro, in rappresentanza dell’Amministrazione, è rimasto sino al termine.

A rompere il ghiacco è statao il vice presidente e dg dei peloritani, Morris Pagniello.
«Dopo un lungo silenzio necessario per riflettere, torniamo in conferenza stampa davanti a voi. Né io né il presidente Justin Davis abbiamo probabilmente ancora compreso la grandezza di questo club e di ciò che rappresenta per la città. Siamo consapevoli che c’è molto lavoro da fare. Saremo qui per la squadra per i prossimi tre o cinque anni. Eccellenza o serie D, il progetto va avanti. Ci dispiace per quanto accaduto a Ragusa e delle decisioni assunte, di cui ci assumiamo le responsabilità. Pensiamo di avere scelto le persone giuste, i risultati dipenderanno dai calciatori che andranno in campo. Oggi i protagonisti sono il mister e il ds. Il progetto del futsal è molto importante, così come quello del calcio femminile: siamo sulla strada giusta. Grazie ai tifosi, perché ci sostengono anche nei momenti bui».
Poi un passaggio sull’eventuale ripescaggio. «Ci avevamo sperato, poi abbiamo ricevuto una doccia gelata per i pochi posti disponibili ma negli ultimi giorni si è riaperta la speranza della serie D. Il nostro progetto comunque non è cambiato né il budget, in Eccellenza avremmo la stessa rosa che avevamo programmato per tentare di vincere anche in D».

Il diesse Maurizio Pellegrino, dal canto suo, non ha usato giri di parole.
«Qui bisogna vincere e siamo qui per questo. ono onorato e ringrazio la società per avere l’opportunità di lavorare in una città importante come Messina. Sono consapevole della responsabilità del mio ruolo, ma sono molto felice di essere qui. Messina ha potenzialità importanti, a Messina si può costruire bene, ma farlo anche con serietà, giudizio ed equilibrio. Eravamo in situazione complicata, non sapevamo come guardare la squadra senza conoscere il campionato, ma sono rimasto stupito dalla reazione della società che mi ha parlato di un progetto che ora ha un significato concreto. Ha dimostrato quanto voglia ci sia di portare avanti un progetto in una città che merita categorie diverse e con grande tradizione calcistica. Promettiamo impegno massimale per far sì che il Messina torni credibile calcisticamente parlando».

A chiudere il cerchio, il neo tecnico dei giallorossi, Alfio Torrisi.
«Abbiamo la responsabilità di rappresentare il Messina, uno dei venti club più antichi d’Italia. Con Catania e Palermo è tra le tre piazze più importanti della Sicilia e ha raggiunto il settimo posto in serie A. Abbiamo un obbligo morale, la vittoria deve essere conseguenza dell’atteggiamento che dovrà essere battagliero. La squadra deve dimostrare ogni settimana fame, voglia e cattiveria. Quando la domenica si affronta il Messina, a prescindere dalla categoria, per gli avversari non sarà mai una partita come le altre e ci metteranno di più a livello di impegno per ben figurare. Dobbiamo essere pronti a calarci nella mentalità di questo grande club, essendo affamati e con la stessa cattiveria agonistica dell’avversario. Se dovesse essere Eccellenza avremmo l’obbligo di lasciare subito questa categoria che non può appartenere al Messina».

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