Con tante nubi all’orizzonte, per una situazione societaria che non lascia presagire nulla di buono (pagamenti delle ultime mensilità non ancora effettuati nei confronti di staff e calciatori e un’ulteriore scadenza all’orizzonte, quella del 16 febbraio, che fa tremare le vene dei polsi ai tifosi azzurri), il Siracusa si accinge ad ospitare la Salernitana, domenica 4 gennaio (fischio d’inizio alle 16.30).
Mister Marco Turati, nel corso della settimana, ha cercato di spostare tutta l’attenzione sulle vicende del campo, dove i siciliani hanno recuperato terreno e credibilità, grazie ad una buona seconda parte di girone di andata e al recente netto successo nel derby isolano con il Trapani, battuto, al «De Simone», per 3 a 0.
Domenica, seconda gara casaligna consecutiva in casa per gli aretusei, la prima del girone di ritorno. Gli azzurri ricevono la visita della Salernitana, terza forza del girone C di Serie C e in piena lotta per il salto di serie, avendo virato, al giro di boa, a tre lunghezza dalla coppia di testa, formata da Benevento e Catania.
All’andata i granata s’imposero con il punteggio di 2 a 1, ma quella in programma domenica sarà tutt’altra partita. La squadra allenata dal siciliano Peppe Raffaele, fra l’altro, si sta rinforzando e, nelle ultime ore, ha ingaggiato i difensori Matteo Arena, proveniente dall’Arezzo e l’ex Benevento, di recente a Crotone, Filippo Berra. Due calciatori esperti che conoscono la categoria e sapranno fornire un prezioso contributo alla causa granata.
Ma il Siracusa deve guardare in casa sua. E, paradossalmente, i dubbi maggiori adesso riguardano le vicende extracalcistiche perché la squadra ha dimostrato, sul campo, di avere le qualità per uscirne, ma penalizzazione e ulteriori inciampi ne potrebbero compromettere definitivamente il percorso.